Pablo Echaurren: Iconoclast

Estorick Collection London in collaborazione con galleria d'Arte Maggiore g.a.m., 19 Marzo - 18 Maggio 2014
Estorick Collection London in collaborazione con galleria d'Arte Maggiore g.a.m.

Sullo sfondo dell’ultima Pop Art, dell’arte povera, del minimalismo e del concettuale, nei primi anni Settanta Pablo Echaurren mette a punto un proprio universo lessicale in cui confluiscono varie sollecitazioni: il mondo miniaturizzato di Oyvind Fahlström e Gianfranco Baruchello, il segno dell'antico maestro giapponese Hokusai, le citazioni fumettistiche di Roy Lichtenstein, ma anche le immagini scientifiche dei libri di storia naturale, zoologia e botanica, nonché l’orizzonte dei comics.

Figlio dell’epoca dominata dalla riproducibilità tecnica dell’opera d’arte, sin dagli esordi della sua attività creativa Pablo Echaurren ha intrecciato uno stretto rapporto con l’editoria, realizzandoillustrazioni, manifesti, fanzine controculturali, fumetti sperimentali, libri, in attuazione di quella dilatazione comunicativa, ispirata alle matrici delle avanguardie storiche che si proclamavano per statuto a favore di un’arte destinata non ai musei ma alla strada. Molto noti sono i collage: dagli assemblaggi di cartoons, manifesti e carte futuriste d’epoca, alle composizioni sulla musica rock.

Il suo segno è stato un’icona generazionale per i ragazzi degli anni Settanta grazie alla copertina del best seller Porci con le ali. Da allora l’artista ha sempre mantenuto un intenso rapporto con i movimenti e il sociale: ha partecipato all’esperienza di riviste, ha curato per anni l’immagine del festival rock Arezzo Wave e, tra l’altro, ha animato un laboratorio artistico con un gruppo di detenuti nel carcere romano di Rebibbia, da cui è nato il filmPiccoli ergastoli, presentato alla Mostra internazionale del cinema di Venezia nel 1997. 

La scrittura, animata da un atteggiamento lucidamente ludico, è una componente essenziale anche del suo lavoro pittorico. “Pittore di aforismi” concepisce opere aperte che, grazie ai titoli enigmatici, automatici, basati spesso su giochi di parole, coinvolgono l’osservatore in un rapporto interattivo nella ricerca di una o più possibilità di senso. 

Il primo decennio del Duemila lo vede impegnato a dipingere un nuovo ciclo di tele dall’impatto fortemente cromatico, in cui si mescolano liberamente in una confusione arcimboldesca dei prelievi, dei debiti e delle ascendenze, antiche drôlerie, interferenze fumettistiche, ruvidezze punk, ma anche l’idea di arte come modo di pensare figurato, l’allegoria, il metamorfismo, il grottesco, il gusto dello spiazzamento di derivazione barocca. La composizione e l’horror vacuidella decorazione sono sostenuti dal gesto, dall’uso del dripping, dalle colature di colore, secondo una visione energetica e ritmica. Il costante rapporto con la musica rock rende la sua opera una sorta di equivalente visivo della sonorità. 

Cresciuto nel mito di Duchamp e del Dada, Pablo Echaurren a un certo punto ha incontrato sulla sua strada Filippo Tommaso Marinetti, il fondatore del Futurismo. Molti anni fa, quando questo movimento non aveva raggiunto ancora l’odierna popolarità, ha cominciato a collezionare libri, giornali e manifesti futuristi, mettendo insieme quella che oggi è considerata la collezione più completa ed ampia del settore. 

Pittore, illustratore, autore di libri e video, Echaurren nell’arco della carriera ha realizzato anche molti collage, in cui si sublimano le sue passioni culturali e collezionistiche. 

Nei collage l’artista assembla brandelli di carte antiche e moderne, ritagli di giornali e libri futuristi d’epoca, mescolando sacro e profano tra riferimenti all’avanguardia storica e personaggi dei cartoon: accostamenti audaci che, all’insegna dell’iconoclastia e dell’amore per l’universo cartaceo, rappresentano l’altra faccia, oscura e dissacratoria, dell’attività di bibliofilo.

Quest’ars combinatoria, tesa a stupire e spaesare, mescola spudoratamente l’alto e il basso con abbinamenti spiazzanti in un gioco ironico che rivisita e rinnova un genere che proprio le avanguardie avevano codificato.

Utilizzando il collage Echaurren ha realizzato anche libri, graphic novel, poster, nonché un francobollo delle poste italiane dedicato a Marinetti.