Pablo Echaurren: Volo Solo

5 Novembre 2004 - 5 Febbraio 2005

La Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. presenta una serie di opere di Pablo Echaurren che seppur circoscritta alla tecnica dell'acrilico su tela, racconta l'attività di un artista poliedrico, fautore di un'opera in continua evoluzione. In un dialogo ludico tra il colto e il popolare con Volo Solo nella sede della Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. appaiono dalle grandi tele sembianze antropomorfe che ridotte a schemi ultrasemplificati richiamano la proliferazione di esseri fantastici, talvolta mostruosi, che ricordano le figurazioni del Gotico. Quello di Echaurren è un Gotico metropolitano, post pop e post graffiti, dove vive ancora, sotto le spoglie di colori vivaci ed inflessioni naif, uno spirito magico, volto non più ad esorcizzare i mali del mondo, bensì a fungere da intima terapia, da

dispositivo di controllo delle proprie pulsioni: una potente medicina dell'anima.

«Riempire la superficie senza lasciare un frammento di spazio libero è la mia cifra distintiva; impulsiva, compulsiva, automatica», con queste parole Echaurren ci introduce alla propria opera, caratterizzata sin dagli esordi da un impulso catalogatore, che nei suoi primi lavori si manifesta nella resa minuscola, nell'incasellare in griglie di piccoli dimensioni, i "quadratini", una molteplicità di immagini frammentate dove prendono forma le sue visioni ricche di particolari. Un rimando diretto alla complessità e alla simultaneità del reale.

Questa attitudine "all'inventario" risponde al bisogno di fare ordine. Scomponendo e incasellando frammenti di visione ottica Echaurren razionalizza il proprio approccio alla realtà, nel tentativo di«padroneggiare la complessità del mondo riducendola al meccanismo più semplice», per dirla con le parole di Calvino, che nel suo romanzo Palomar descriveva l'omonimo protagonista impegnato nel tentativo di vedere le onde e di isolarne una, proprio inscrivendola in un quadrato.

Anche il senso del gioco è un altro elemento da sempre presente nell'attitudine creativa di Echaurren. Nella serie di acrilici realizzati tra il 1989 e il 2003, che vedono nella personale Volo Solo un'importante occasione di esposizione al pubblico, è proprio lo spirito ludico, l'horror vacui a trasportarci nell'universo multicolore di un artista dedito a plasmare la realtà attraverso una molteplicità di tecniche e approcci. In questa occasione la superficie della tela si mostra gremita di forme che si schiacciano in primo piano, in una bidimensionalità quasi assoluta, che le epura da qualsiasi accenno di volume, trasformandole nella trama di uno sviluppo continuo, tracciato senza sosta in punta di pennello. Un universo in cui il clima Pop si incontra con le atmosfere Dada e surrealiste, che secondo il curatore della mostra Renato Barilli, intessono un dialogo di continuità con quelle create del padre di Echaurren, il maestro Roberto Matta, visionario artefice di mondi popolati da creature narranti, seppure ancora in via di definizione. Una definizione che le immagini di Pablo raggiungono, emancipandosi dall'aura nebulosa ed embrionale delle opere paterne, divenendo figurazioni nette, pronte a distendersi a perdita d'occhio. Nei dipinti di Echaurren presentati alla Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. il grottesco ed il mostruoso divengono generatori di grafismi, metafore stilizzate di mondi tanto personali quanto umani, nei quali «si stabilisce una specie di ciclo continuo, in cui ogni elemento ingoia l'altro, con la tendenza a ritrovare le condizioni del mitico serpente Ouroboros» come riportato da Renato Barilli nel 1993.