Giorgio Morandi and Robert Ryman | Los Angeles: Object / Space. The exhibition has been realized in collaboration with Kohn Gallery, L.A.

19 Settembre - 31 Ottobre 2015

OBJECT/ SPACE

Giorgio Morandi e Robert Ryman

 

Opening su invito 16 settembre

19 settembre – 31 ottobre 2015

 

La Galleria d'Arte Maggiore G.A.M. la Kohn Gallery di Los Angelessonoliete di presentare un nuovo confronto tra storia e contemporaneità nell'arte, che svela come il grande maestro italiano Giorgio Morandi continui ad avere un'innegabile influenza su alcuni dei più importanti ed internazionali artisti dei giorni nostri, come nel caso di Robert Ryman. I due artisti, separati da epoca, correnti e luogo geografico, si rivelano intimamente affini nella ricerca stilistica, esprimendo il profondo legame che li unisce nell'indagine di un linguaggio artistico sintetico e, al contempo, meravigliosamente comunicativo. Le loro affinità prendono forma nell'evento Object/Space, mostra che occuperà gli spazi espositivi della Kohn Gallery (1227 N. Highland Avenue, Los Angeles, CA 90038, USA) dal 19 settembre al 31 ottobre.

 

Due mondi diversi, quelli dai quali provengono i due artisti: Giorgio Morandi (Bologna, 1890 – 1964) è stato autore di opere dai toni pacati, composizionimeditative all'interno delle quali la natura morta, tema prediletto, diventa un pretesto, un insieme di elementi astratti. In questo gioco di forme il ritmo armonioso, le eleganti linee e la sinfonia di luce e colore assumono il ruolo di veri protagonisti della scena. Robert Ryman (Nashville, 1930), invece, sfida il confine tra pittura e scultura, creando superfici complesse di luce ed ombra, accentuando l'oggettualità dell’opera e mettendo in discussione il limite che separa l’oggetto dallo spazio che lo circonda.

Dove trovare il punto di congiunzione, allora? Se le opere di Morandi si astraggono da spazio e tempo, lo fanno attraverso un minimalismo antesignano, così all'avanguardia per i suoi tempi, da anticipare tendenze che esploderanno in correnti neoavanguardistiche di cui Ryman è esponente di spicco.

La carriera dell’artista americano inizia dieci anni prima della scomparsa di Morandi e la sua sperimentazione va avanti da ormai più di mezzo secolo. Ad oggi, dopo oltre 100 mostre personali in dodici nazioni (la prima già nel 1967), Ryman rimane un personaggio in costante trasformazione, mai adagiato su tendenze consolidate, alla costante ricerca di quella freschezza che solo i territori inesplorati dell’arte possono dare. Dipinge o disegna su numerosi tipi di base tra cui tela, acciaio, alluminio, plexiglas, vinile e materiali complessi. Si definisce realista perché, adoperando due elementi semplici ed essenziali quali luce e spazio, abolisce qualsiasi finzione.

Astrarre” deriva da abstrahĕre, ossia trarre via, carpire un elemento dal contesto che lo circonda per esaltarlo. In arte ciò avviene attraverso una sintesi e una stilizzazione che escludono tutto ciò che è superfluo; questa è l’astrazione di Morandi, che crea forme pure e volumi in attenti giochi cromatici; questa è l’astrazione di Ryman che concentra la composizione su ritmo, luce e spazio.

La Galleria d'Arte Maggiore g.a.m., impegnata da tempo nello svelare come la storia dell'arte sia creata dalle connessioni tra arte moderna e contemporanea, vede in Giorgio Morandi un personaggio d'eccezione, mai superato, per questo già protagonista di eventi passati, come Dialogo di luce, del 2014 – 2015, dove l'insegnamento del maestro si specchiava nello stile e nelle opere di Ettore Spalletti. Questa volta, l'incontro culturale attraversa l’Atlantico, per approdare negli States e proporre un confronto nuovo, dimostrando come la fama di Morandi abbia abbattuto i confini geografici e sia ormai consolidata in tutto il mondo. Il dialogo silenzioso che scaturisce tra queste opere non è altro che una naturale evoluzione di ricerca espressiva che, passando per mani differenti, mette in luce il linguaggio artistico della nostra epoca.