Le vendite e il successo di art basel hong kong 2026, anche per l'internazionalizzazione dell'arte italiana

Un'edizione dinamica ma cauta, per la grande fiera asiatica, in cui le gallerie provenienti dall'Italia si sono prese ancora e anche la responsabilità del posizionamento globale dell'arte italiana
Cristina Masturzo, Artribune, Marzo 29, 2026

Da anni centro di scambi artistici attivissimo e dinamico, l’hub di Hong Kong ha offerto una nuova settimana dell’arte guidata dalla gigante delle fiere Art Basel all’insegna della ripresa economica e delle vendite milionarie della mega-gallerie, ma soprattutto nella fascia media del mercato dell’arte. Con una certa cautela e con tempi dilatati nelle decisioni, per i grandi collezionisti presenti, provenienti soprattutto dalla scena asiatica. E mentre l’isola prova a scrollarsi di dosso i rallentamenti che l’hanno frenata nel post-pandemia, ma i numeri non le danno ancora ragione, la nuova edizione di Art Basel Hong Kong ha visto le gallerie italiane in prima fila a far da alfieri all’arte prodotta in Italia e alla sua internazionalizzazione.

 

Da Giorgio Morandi a Giosetta Fioroni, l’arte italiana nei musei di Hong Kong con la Galleria Maggiore

“Avendo costruito il mercato di Giorgio Morandi da zero in tutta l’area asiatica da circa 20 anni, per noi venire ad Art Basel Hong Kong è sempre un’occasione per incontrare collezionisti asiatici consolidati e creare nuovi contatti nell’area della Cina, dell’Australia, di Taiwan, della Thailandia e della Korea”, ha commentato Alessia Calarota della Galleria Maggiore g.a.m. di Bologna. “Certo anche qui negli anni passati abbiamo avvertito un periodo di fluttuazione, ma negli ultimi mesi, come anche in Europa, il mercato dell’arte è tornato dinamico ed energetico soprattutto sui nomi established percepiti come un investimento sicuro, con molti collezionisti pronti ad acquisire opere di qualità, anche su alcuni artisti con una grande storia alle spalle ma da ricollocare sul mercato internazionali come Massimo Campigli e Giosetta Fioroni”. La galleria di Bologna torna da Hong Kong con diverse vendite importanti, tra cui una Venezia di Giorgio de Chirico del 1950 scelta dal Guwei Museum di Hong Kong, una Natura morta di Giorgio Morandi del 1960, e poi ancora Bambino solo di Giosetta Fioroni del 1967 e Testa femminile di Massimo Campigli del 1958, acquistati da collezionisti di Hong Kong. E al rientro a casa, tutti riprenderanno a lavorare, per le proprie aziende certo, ma anche per gli artisti italiani e per un’idea di sistema dell’arte e di sistema-paese di cui tutti sarebbe bene ci prendessimo collettivamente la responsabilità.

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