«La mia Roma è la città in cui negli anni sessanta si è formata una generazione cresciuta al ritmo dei Beatles, dei Rolling Stones, dei Rokes e dell'Equipe 84. Dove il flower power dialogava con gli svolazzi del Bernini […] Sacro e profano, ex-voto e advertising, icone classiche e icone elettriche […] Forme che tendono a avvolgere e stravolgere l'ambiente circostante contaminandolo. Agitandolo. Scuotendolo dall'interno. Estroflettendo. Shake, Rattle and Roll»

 

Pablo Echaurren in Luca Massimo Barbero Conversazione con Pablo Echaurren, contenuto in Pablo Echaurren. Baroque 'n' Roll. Ceramiche, Macro - Museo di arte contemporanea Roma, edizione Gli Ori, Roma, 2011

 

Pablo Echaurrren nasce a Roma nel 1951. Qualche anno dopo suo padre, il maestro di origine cilena Roberto Sebastian Matta, si trasferirà di nuovo a Parigi, continuando ad alimentare la fantasia del piccolo Pablo con lettere piene di disegni e di giochi di parole, trasmettendo un'idea dell'arte come di un elemento inscindibile dalla vita quotidiana. Dopo i primi contatti con Gianfranco Baruchello, Pablo mette in secondo piano la passione per il basso elettrico, per dedicarsi all'arte ed entra in contatto con il gallerista milanese Arturo Schwarz, personalità di riferimento per il Dada-surrealismo in Italia. Da sempre incline al collezionismo, alla raccolta e alla catalogazione di piccole cose - francobolli, figurine, animali - a partire dal 1970 Echaurren ha già messo a punto una propria cifra stilistica con la realizzazione di acquarelli e smalti di piccole dimensioni, dove l'immagine divisa in quadratini diventa la campionatura di piccoli mondi scandagliati con minuzia filatelica: un modo per mettere ordine al caos, per catalogare il reale nella sua moltitudine di particolari. Piccole favole illustrate volte a restituire la complessità e la simultaneità della realtà, che si prestano ad un dialogo interattivo tra fruitore e autore, come quando Pablo invia ogni mese a Max Ernst un tassello con cui comporre un'opera-puzzle. Tale indagine è condotta in parallelo alla ricerca sul versante povero e minimalista, dove si avverte l'interesse per il segno di Cy Towbly e che si manifesta nelle sperimentazioni con colori vegetali e proiezioni d'ombre, presentate alla Galleria Rizzoli di Roma (1972). Nel 1978 Achille Bonito Oliva lo invita alla mostra Contemporanea che gli apre il panorama internazionale e gli permette, tra il 1973 e il 1975, di esporre a Basilea, Philadelphia, Zurigo, Berlino, New York, Bruxelles. Nel 1974 allestisce una personale alla Galleria Schwarz, curata da Henry Martin, mentre nel 1975 viene invitato alla Biennale di Parigi. Con humor ed ironia Echaurren si muove tra influssi legati al Dada, al Surrealismo, al Minimalismo ed alla Pop Art. Affascinato dalla comunicazione di massa, dai fumetti, dai disegni didattici e della pubblicità, Pablo si dedica anche alle illustrazioni per libri e per la rivista degli "Indiani Metropolitani", movimento giovanile politicizzato nato nel 1977. Nel 1978 collabora alla nascita di giornali satirici e negli anni Ottanta approda all'attività fumettistica per riviste d'avanguardia. Punto imprescindibile dell'arte di Echaurren è la contaminazione tra generi, l'incontro tra arte alta e arte popolare, l'approccio ludico ma intessuto di riferimeni letterari e artistici. È con questo spirito che inizia una serie illustrata dedicata alle vite d'artista: dal volume su Majakovski del 1986 ai lavori dedicati a Tommaso Marinetti, Dino Campana, Ezra Pound, Pablo Picasso. Nell'esplorazione del medium della carta e delle tecniche di china e acquarello, è Renato Barilli ad invitarlo alla mostra Anniottanta (1985) a cui fa seguito la XI Quadriennale (1986). Ad accompagnare la sua carriera è il continuo dialogo con le giovani generazione che si sviluppa anche attraverso il laboratorio artistico con un gruppo di detenuti nel carcere romano di Rebibbia, da cui nasce il film Piccoli ergastoli, presentato alla Mostra internazionale del cinema di Venezia nel 1997.

Quello di Echaurren è un approccio all'arte multidisciplinare che si sviluppa su una continua sperimentazione di media e linguaggi come nel caso delle pitture, delle ceramiche, degli arazzi e dei collages. Un'ars combinatoria con cui l'artista si diverte a spiazzare lo spettatore con giochi audaci e ricchi d'ironia.

Pablo Echaurren vive e lavora a Roma.

 

Nella continua collaborazione tra la Galleria d'Arte Maggiore g.a.m.e Pablo Echaurren, si segnala la personale Volo Solo, curata da Renato Barilli del 2004 nella storica sede bolognese della galleria; mentre nel 2011 la mostra Pablo Echaurren, lasciare il segno (1969-2011) al Mar - Museo d'Arte della città di Ravenna;nel 2013 l'importante collettiva Matta: Roberto Sebastian Matta, Gordon Matta Clark, Pablo Echaurren, a cura di Danilo Eccher alla Fondazione Querini Stampalia durante la 55. La Biennale di Venezia;nel 2014 con Iconoclast alla Estorick Collection of Modern Italian Art,; nel 2015 alla GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna la mostra Pablo Echaurren. Contropittura e nel 2017 la mostra Du champ magnétique. Opere | Works 1977-2017alla Scala Contarini del Bovolo a Venezia. La collaborazione per le luminarie natalizie dedicate alla canzone Futuradi Lucio Dalla e realizzate dall'associazione dei commercianti di Via D'Azeglio, in collaborazione con il Comune di Bologna e la Fondazione Lucio Dalla, è parte del progetto a favore della Fondazione Policlinico Sant'Orsola di Bologna (2020-2021).