Bertozzi & Casoni e Giorgio Morandi: Less is more

12 Febbraio - 30 Aprile 2022

Con il posticipo dell'inagurazione al 12 febbraio 2022 si intende aprire un nuovo anno di arte attraverso una mostra diffusa nelle sedi di Bologna e Milano - su appuntamento via info@maggioregam.com - e in congiunzione con la mostra nella sala dedicata alla "Biblioteca Morandiana" all'interno di ACP – Palazzo Franchetti a Venezia (maggiori info: www.acp-palazzofranchetti.com).

 

Dopo il loro esordio proprio alla Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. all'inizio degli anni Ottanta, Bertozzi & Casoni, ormai conosciuti a livello internazionale, tornano ad esporre tra le mura della galleria.

Tema principale della mostra l'omaggio a Giorgio Morandi, presentato sia con una selezione di "Fiori" e "Paesaggi" del Maestro, sia con dei veri e propri "d'aprés Morandi" che il duo Bertozzi & Casoni ha realizzato interpretando e filtrando la lezione morandiana attraverso la ceramica, il loro mezzo prediletto. In queste opere di Bertozzi & Casoni, realizzate in occasione di una mostra del 2019 al Museo Morandi, non solo la tavolozza da accesa si fa pastello, ma la loro indagine sulla vanitas, il memento mori e sulla caducità, da sempre condotta attraverso istantanee di flora e fauna e di avanzi della civiltà di consumo, coinvolge anche i fiori di Morandi, con esiti inaspettati.

Quella che Giorgio Morandi persegue per tutta la vita è una indagine pittorica condotta su una serie molto ridotta di soggetti: le nature morte di bottiglie, i vasi di fiori e il paesaggio di Grizzana, località dell'Appennino Tosco-Emiliano dove l'artista trascorreva i mesi esitivi. Sono immagini del quotidiano note a tutti, che per Morandi costituivano un mero pretesto formale. È proprio l'ordinarietà di questi soggetti che permetteva al Maestro di fare convergere l'attenzione sul nucleo pulsante della sua ricerca: la composizione dello spazio inteso come unità ambientale di tutti gli elementi che lo costituiscono. Uno spazio sentito come luogo interiore, che segno dopo segno prendeva forma sulla lastra incisa oppure sulla tela. Uno spazio ricostruito, perché se ne carpisse la durata infinita e non di certo l'istantaneità: ecco perché quando Morandi dipingeva i paesaggi non tornava mai sullo stesso scorcio di natura ed ecco perché i fiori che prediligeva non erano quelli freschi, destinati a modificarsi giorno dopo giorno, creando varianti indipendenti dalla sua volontà, bensì fiori essiccati o di seta, che proprio come gli altri oggetti protagonisti delle sue nature morte, avrebbero mantenuto inalterato il loro stato, creando una molteplicità di effetti tonali grazie alla polvere che vi si sarebbe depositata a poco a poco. La sospensione temporale è presente in ogni sua opera e proprio questo porsi ai margini del flusso del tempo, rende la lezione del grande Maestro oggi attuale. 

In questa occasione Maggiore g.a.m. intende dare spazio all'interpretazione che il duo di artisti contemporanei Bertozzi & Casoni realizza sugli iconici vasetti di fiori di Giorgio Morandi; un dialogo al quale il Museo Morandi diede visibilità nel 2019 con la mostra "Bertozzi & Casoni. Elogio dei fiori finti." 

La predilezione presente in tutte le opere di Bertozzi & Casoni per flora e fauna, insieme al focus sui temi iconografici di vanitas e memento mori che caratterizza la loro ricerca, hanno reso il tema morandiano dei fiori un soggetto ideale da interpretare attraverso una moltitudine di evocazioni. Se Morandi osservava la realtà per carpirne l'essenza astratta, registrandola in immagini atemporali, Bertozzi & Casoni la trasfigurano tridimensionalmente grazie alla ceramica: "materia" per eccellenza, che una volta manipolata si pone come segno presenziale di una istantanea catturata in forme iperrealistiche, ricostruite nel minimo dettaglio. Ma così come gli antipodi alla fine del giro finiscono per incontrarsi e poi confondersi, è possibile rintracciare degli elementi di continuità che corrono tra Morandi e Bertozzi & Casoni: l'ambiguità giocata tra vita e assenza di vita e tra istantaneità e sospensione, insieme alla centralità del proprio mondo interiore per interpretare il reale. Se infatti le opere di Morandi si concentrano su pochi soggetti per suggerire un'immagine mentale conservata e riattivata dalla memoria, anche Bertozzi & Casoni scelgono determinati insiemi di oggetti attraverso uno sguardo attento a cercare un nesso tra la forma estetica osservata e lo stato d'animo che ha mosso la ricerca. Less is more diviene allora una massima capace di raccontarci la poetica di questi artisti così apparentemente lontani: la concentrazione del Maestro su quei pochi, ripetuti soggetti segna la grandezza della sua ricerca, mentre le opere di Bertozzi & Casoni ci permettono di sondare con adeguata attenzione la ricchezza di informazioni tattili e visive che li rendono i cantori ironici e disillusi della società dell'accumulo e dell'iper produttività.