«Noi siamo la cul­tura agli angoli di strada: entrate e fate domande»

CALA­ROTA (G.A.M.): HO FIDU­CIA NEL NUOVO DIRET­TORE DELLA FIERA
Fernando Pellerano, Corriere della Sera, Dicembre 18, 2025

 

verso arte fiera: la voce dei galleristi

Ales­sia Cala­rota è la diret­trice della sede di via D’Aze­glio della Gal­le­ria d’Arte Mag­giore g.a.m.

 

Come defi­ni­rebbe la sua gal­le­ria?

"Ci carat­te­riz­ziamo per il dia­logo tra arti­sti sto­ri­ciz­zati e voci con­tem­po­ra­nee che punta alla costru­zione di veri con­te­nuti cul­tu­rali. Abbiamo ope­rato in modo stra­te­gico anche sulla valo­riz­za­zione di arti­sti come Gior­gio Morandi e Gior­gio de Chi­rico, intro­du­cen­doli in nuovi mer­cati, tra cui l’Asia, e ora Mas­simo Cam­pi­gli, Gio­setta Fio­roni e Mat­tia Moreni".

Quali sono le linee guida della sua gal­le­ria, i suoi campi di inda­gine e d’inte­resse?

"Nasciamo come luogo di incon­tro tra cura­tori, arti­sti e col­le­zio­ni­sti, que­sto dia­logo si è esteso anche al rap­porto tra arte moderna e con­tem­po­ra­nea".

Cosa pensa del sistema dell’arte a Bolo­gna, fra pub­blico e pri­vato? La città dove si col­loca nel pano­rama ita­liano?

"È un modello vir­tuoso di col­la­bo­ra­zione tra isti­tu­zioni pub­bli­che e l’ini­zia­tiva dei pri­vati che, chi con fon­da­zioni chi sup­por­tando sin­goli eventi, con­tri­bui­scono a creare un’offerta cul­tu­rale dina­mica. È una città di eccel­lenze come l’Acca­de­mia di Belle Arti, la Cine­teca e soprat­tutto l’Alma Mater".

Più in gene­rale come sta il mer­cato dell’arte in Ita­lia e quindi a Bolo­gna? 

"Dopo la fles­sione del 2019, è ora in cre­scita gra­zie un col­le­zio­ni­smo appas­sio­nato. Dico, “non abbiate paura di entrare in gal­le­ria e di fare domande”. La gal­le­ria è la cul­tura agli angoli della strada, noi siamo qui per accom­pa­gnare in que­sto per­corso entu­sia­smante".

Cosa si attende dalla pros­sima Arte Fiera con nuovo diret­tore arti­stico e cosa da Art City? Lei par­te­ci­perà? 

"Ottime pre­messe, sono fidu­ciosa della nuova dire­zione di Davide Ferri".

Pre­sen­terà qual­che pro­getto spe­ci­fico in quei giorni, in fiera o in gal­le­ria?

"Siamo felici di tor­nare a esporre in fiera, par­te­ci­pe­remo ad Art City con una mostra ine­dita dedi­cata a Gio­setta Fio­roni e poi la pre­sen­ta­zione di Mat­tia Moreni a fianco alla mostra di John Giorno entrambe al Mambo".

Qual è il ruolo della gal­le­ria nel sistema dell’arte di oggi? 

"Mi piace pen­sare che sia sem­pre lo stesso: pro­muo­vere l’arte, divul­garla e affian­care i col­le­zio­ni­sti nelle scelte".

Il mer­cato quindi chi lo fa? Fiere, aste, gal­le­rie, inter­net, col­le­zio­ni­sti? 

"Il mer­cato esi­ste e fun­ziona quando si instaura un cir­colo vir­tuoso dove ogni attore svolge il pro­prio ruolo: gli arti­sti con­cen­trati sulla pro­du­zione di opere, le gal­le­rie che li pro­muo­vono e che ali­men­tano il sistema, col­le­zio­ni­sti appas­sio­nati che inve­stono e musei e fon­da­zioni che con­so­li­dano il valore cul­tu­rale soprat­tutto degli arti­sti".

Bolo­gna è ancora attrat­tiva per il mondo dell’arte? Può miglio­rare, come?

"L’arte deve essere un bene da tra­man­dare e un valore sicuro: credo che sia fon­da­men­tale inve­stire sulla for­ma­zione di nuovi col­le­zio­ni­sti"

Come giu­dica i nuovi ope­ra­tori entrati nel mer­cato come le case d’asta o le piat­ta­forme della rete?

"La rete a livello di arte è una grande finestra di comunicazione, ma l'esperienza non è fisica, diventa un luogo di vendita se ci si conosce. Le case d'asta sono un competitor soprattutto per le fiere e sfalsano un po' i valori di mercato.

Arte fiera fu la prima manifestazione ditalia, 20 anni dopo sono arrivate Artissima a Torino e Miart a Milano che hanno guadagnato molto terreno.

"Con i miei ho vissuto il periodo d'oro di Arte Fiera, ma poi è mancato il salto internazionale, si è crogiolata sugli allori e non ha innovato. Menegoi ha fatto bhene sul contemporaneo, meno sul moderno. E' stato bravo a riportare i collezionisti: Se la fiera vende arrivano tutti.. noi torniamo per davide ferri che ha una bella visione d'insieme".

 

da sapere:

- La Galleria d'arte maggiore g.a.m. è stata fondata nel 1978 a Bologna da Franco e Roberta Calarota e dal 2009 si è aggiunta la figlia Alessia che ora è direttrice in via d'azeglio, nel palazzo che ospita la fondazione Lucio Dalla, ma anche a Venezia con la Fondazione Calarota presso l'ACP-Palazzo Franchetti sul Canal Grande e nello spazio espositivi parigino aperto nel 2024 al 208 di Boulevard Saint-Germain.
- Da sempre promuove il dialogo tra arte contemporanea attraverso scambi intergenerazionali, coniugando arte, design, architettura, moda, letteratura e cinema in modo interdisciplinare.

- La Galleria opera lungo due assi principali: il mercato dell'arte e la collaborazione istituzionale.

 

LE INTERVISTE – UNDICI DOMANDE

In vista di artrfiera 2026, prevista in città dal 6 all'8 febbraio, (insieme alle iniziative di Art City) vi proponiamo una serie di interviste ai galleristi bolognesi in cui si affrontano i temi relativi al sistema dell'arte in città, al ruolo delle gallerie, alle aspettative sulla imminente kermesse fieristica, alle proposte artistiche che verranno presentate in quei giorni. Le prime nove domande saranno identiche per tutti, le ultime due invece libere.

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