Lee Ufan (nato nel 1936 a Haman-gun, Corea del Sud) è artista, filosofo e scrittore, considerato una delle figure di riferimento dell’arte contemporanea asiatica. Trasferitosi in Giappone nel 1956, studia filosofia alla Nihon University di Tokyo e, alla fine degli anni Sessanta, diventa il principale teorico e una delle figure centrali di Mono-ha, movimento che esplora le relazioni tra materiali naturali e industriali, spazio e percezione. Parallelamente, la sua pittura — dalle serie From Point e From Line a Correspondence e Dialogue — sviluppa un linguaggio fondato sulla ripetizione, sul gesto e sulla relazione tra presenza e vuoto.
A partire dagli anni Settanta, Lee espone in Giappone, Europa e Stati Uniti. Nel 1971 partecipa alla Biennale dei giovani di Parigi, contribuendo alla diffusione internazionale di Mono-ha; nel 1977 è invitato a documenta 6 a Kassel. Tra le sue principali esposizioni museali figurano quelle al Centre Pompidou di Parigi, al National Museum of Contemporary Art in Corea, al Kunstmuseum Bonn, alla Galerie Nationale du Jeu de Paume di Parigi e allo Yokohama Museum of Art. Nel 2007 presenta Resonance alla Biennale di Venezia, mentre nel 2011 il Solomon R. Guggenheim Museum di New York gli dedica Lee Ufan: Marking Infinity, la sua prima grande retrospettiva negli Stati Uniti.
Tra i suoi progetti più importanti figura il Lee Ufan Museum di Naoshima, inaugurato nel 2010 e progettato dall’architetto Tadao Ando in stretta collaborazione con l’artista. Il museo riunisce architettura, scultura, natura e spazio in un’esperienza artistica unitaria. Nel 2014, Lee è inoltre invitato a realizzare un’importante installazione site-specific alla Reggia di Versailles.
Le sue opere sono conservate in importanti collezioni internazionali, tra cui quelle del Solomon R. Guggenheim Museum e del Museum of Modern Art (MoMA) di New York, nonché del Metropolitan Museum of Art, che nel 2025 ha acquisito Cut Up (1972). Anche la Dia Art Foundation conserva un significativo nucleo di opere di Lee: dopo l’acquisizione nel 2017 di tre sculture appartenenti al periodo Mono-ha, nel 2026 la fondazione ha annunciato l’ingresso in collezione di otto importanti dipinti, ampliando ulteriormente la presenza dell’artista nella propria collezione.
Nel corso della sua carriera, Lee ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio UNESCO nel 2000 e il Praemium Imperiale per la pittura nel 2001. La sua ricerca artistica e teorica continua a ruotare attorno al concetto di encounter, ovvero di incontro: anziché rappresentare il mondo, la sua opera crea le condizioni affinché materiali, spazio, tempo e spettatore possano entrare in relazione.
Nel 2017 la Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. ha presentato un dialogo tra le opere di Lee Ufan e quelle di Giorgio Morandi in occasione di The Armory Show a New York. Il dialogo è stato pubblicato e raccontato oltre che sul New York Times anche nel libro "Giorgio Morandi / Mark Rothko" edito da Dario Cimorelli Editore per la Fondazione Calarota che ha ideato e prodotto l'intero progetto.
