Luigi Ontani (Montovolo, 1943) è uno dei maggiori rappresentanti della Body Art italiana, facente parte di quella ondata artistica che nel corso degli anni Settanta si proponeva di offrire temi e soggetti dell'arte passata in una chiave del tutto rivisitata. 

Dopo essersi iscritto all'Accademia di Belle Arti di Bologna, Ontani viene chiamato alle armi e si trasferisce a Torino: è qui che avviene il suo primo incontro con l'arte, quando, nel 1963, visita le mostre allestite presso la Galleria Notizie. Due anni dopo, nel 1965, esordisce con gli Oggetti plenoastici, calchi in scagliola di oggettidomestici colorati. Sul finire degli anni Sessanta, però, Ontani matura il proprio stile identificativo: ricorre al video o alla fotografia per impersonare soggetti appartenenti alla storia, alla mitologia o alla letteratura. Nascono così i primi tableaux vivants, nei quali l'artista diventa protagonista, immedesimandosi, ad esempio, nelle figure di Bacco (Bacchino, 1970) o di San Sebastiano (San Sebastiano nel bosco di calvenzano, d'apres Guido Reni, 1970). Ciò che contraddistingue, però, queste elaborazioni sono un'assoluta leggerezza e giocosità, assai distanti, quindi, dal carattere aggressivo e drammatico che invece caratterizza la coeva Body Art: l'elemento narcisistico, preponderante in tutte le sue personificazioni, è infatti subordinato all'intento di restituire sempre un'idea dell'arte viva e presente.

Nel 1970, anno in cui viene organizzata la sua prima mostra personale presso la Galleria San Fedele di Milano, si trasferisce a Roma, dove si dedica alla produzione di dipinti con soggetti tratti dalla mitologia ed inizia a produrre opere in cartapesta, vetro e legno. Risalgono a questo periodo le maschere dal sapore esotico, le quali risentono dei viaggi che Ontani intraprese in Estremo Oriente durante gli anni bolognesi. Il desiderio di scoprire nuovi luoghi riemerge nuovamente nel corso di questi anni, quando decide di viaggiare in India e in Indonesia per documentarsi sui tradizionali processi di lavorazione dei materiali locali. Oltre a tali materiali che lo porteranno ad esempio a realizzare le vetrate del Municipio di Vergato (1998), Ontani utilizza molto spesso anche la ceramica e il mosaico con il quale nel 2002 realizzerà un grande pannello musivo nella Stazione Materdei della Metropolitana di Napoli. Nella continua evoluzione tecnica, Ontani resta però sempre fedele ai temi che hanno caratterizzato il suo percorso ovvero rivisitando soggetti tratti dal mito, dalla tradizione popolare e da mondi fantastici.

Le opere di Luigi Ontani sono presenti in importanti istituzioni museali come il Museo MADRE di Napoli, il MAMbo di Bologna, il MAXXI di Roma, la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Parkview Museum di Singapore e il Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC) di Faenza.

Nel 2008 un’opera di Luigi Ontani viene esposta nella mostra collettiva “L’essenza della terra nell’arte” presso la Galleria d’Arte Maggiore g.a.m. di Bologna e nel 2020 partecipa alla mostra "Aprés Morandi: Bertozzi e Casoni, Luigi Ontani e Sissi" tenutasi durante Artefiera Bologna.