Arman

3 - 30 Novembre 1995

Dopo il successo della mostra personale di Arman curata da Franco e Roberta Calarota al MIC - Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, la Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. offre al pubblico la possibilità di ammirare alcuni dei capolavori realizzati dall'artista per l' occasione, tra cui spicca l'iconica Piccin Gari o Topolino, riproduzione in ceramica di una Fiat 500.

Armand Pierre Fernandez, noto come Arman (Nizza 1928 - New York 2005), si afferma come uno degli esponenti più significativi del Nouveau Realisme, il movimento che dal 1960, sotto la guida critica di Pierre Restany, raccoglie diverse personalità artistiche che promuovono un'analisi della realtà rifacendosi alla produzione oggettuale della nuova società dei consumi. La poetica di Arman si fonda sul “linguaggio della quantità”: il leitmotiv delle sue opere è l'accumulazione, un processo creativo che nasce assemblando più esemplari di uno stesso oggetto, in grado di evocare i nuovi panorami estetici della neonata civiltà dei consumi. Secondo Arman “l'accumulazione esiste solo a partire dal momento in cui è visivamente impossibile identificare il numero degli oggetti assemblati. Solo grazie a questo numero è possibile creare un'onda che fluisce dalla forma degli oggetti, in modo sinuoso. Talvolta per caso, l'identità di un oggetto può palesarsi e altre volte no. Si possono inoltre creare ritmi, strutture, parole.” (Arman, L'adventure de l'art moderne, intervista di Andrè Parinaud, in “Lettres Arts”, Parigi, 1978). Grazie ad uno stretto rapporto di amicizia tra Arman e Franco Calarota, la Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. espone una serie di opere in ceramica realizzate dall'artista in occasione della mostra realizzata in collaborazione con il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Tra queste spiccano l'Omaggio alla mamma, assemblage di antiche macchine da cucire carico di simbolismi legati alla memoria dell'artista, Le Bielles coulées, in cui il principio di accumulazione si proietta su una serie di motori di automobili riprodotti in ceramica, Piccin gari o Topolino, assemblage scultoreo che si presenta allo spettatore come una formula di monumentalizzazione volta a indagare sulla mitologia della serialità e sulla banalizzazione del gusto. Elementi emblematici e ricorrenti nell'arte di Arman sono infine gli strumenti musicali, di cui si può ammirare l'opera Violino esposta in sala. I violini frantumati e ricomposti di Arman si configurano come critica ad un mondo sempre più consumista: come afferma l'artista “noi non ripariamo più, distruggiamo, buttiamo via, riduciamo in poltiglia.” (Arman, L'adventure de l'art moderne, intervista di Andrè Parinaud, in “Lettres Arts”, Parigi, 1978).